NOTIZIE

Alla Parker di Gessate, che produce valvole e elettrovalvole,  i lavoratori sono circa 200. Uno di loro, da mesi in cura per una seria malattia, tra poco non avrebbe più avuto alcuna retribuzione.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso di compiere un gesto di solidarietà concreta, scegliendo di “donare” al collega le proprie ore di permesso retribuito in modo da consentirgli di raggiungere, a fine 2020, l’età pensionabile.
Per tradurre in pratica questo slancio di generosità, tra i rappresentanti dei lavoratori, il sindacato e l’azienda è stato siglato un accordo per la Banca delle Ore Solidale. Ad oggi, le ore devolute superano quelle necessarie al lavoratore per arrivare alla pensione.
La storia del movimento dei lavoratori è costellata di pagine belle.
Le metalmeccaniche e i metalmeccanici della Parker di Gessate ne hanno scritta una oggi, restituendo senso alla parola solidarietà in questi tempi dove troppo spesso a predominare sono l’individualismo e la competizione selvaggia.

Milano, 20 febbraio 2020

Nel 2017 la Cgil (con il sostegno della Ces) presentò un ricorso al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa contro il Jobs Act.
Oggi il Comitato di Strasburgo ha dato ragione alla Cgil: il Jobs Act viola la Carta Sociale Europea

In allegato una nota a cura dell’Ufficio Giuridico della Cgil in merito alla sentenza.

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (SintesiTecnicaCgil.pdf)SintesiTecnicaCgil.pdf 50 kB

Dopo una trattativa complicata è stato siglato e poi approvato all’unanimità dai lavoratori l’accordo integrativo per i dipendenti di UNI, che svolgono attività di normazione tecnica.
Si tratta di un testo davvero avanzato, che ci auguriamo possa diventare punto di riferimento della contrattazione anche in altre aziende.
Oltre ad un consistente premio di risultato, infatti, l’accordo interviene sul piano dei diritti a partire dall’applicazione dell’articolo 18 a tutti i lavoratori, compresi i nuovi assunti.
Rispetto al Contratto Nazionale di Lavoro, l’accordo prevede significativi passi avanti anche sul tema della salute: dalla malattia breve pagata pienamente alla tutela contro i licenziamenti per le patologie gravi anche qualora il lavoratore dovesse superare il periodo di comporto.
Anche passaggi sul rapporto tempo di lavoro-tempo di vita contengono clausole avanzate: dalla possibilità di usufruire del part-time al 6%, alla maternità e parternità facoltativa retribuita la 45% fino al diritto alla disconnessione.
Per Marco Mandrini, segretario della Fiom di Milano: “Non è stata una trattativa facile, ma il risultato raggiunto è straordinario: qui la modernità si traduce in diritti e in investimento sulle lavoratrici e sui lavoratori. Questo accordo è importante anche perché è stato ottenuto in un settore strategico per Milano, quello impiegatizio”
La Fiom di Milano ringrazia Doriana, Graziano e Simona, delegati della UNI, per la tenacia con cui hanno saputo tradurre la piattaforma rivendicativa in accordo e le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Fiom che hanno supportato concretamente la delegazione per tutta la durata della trattativa.

Milano, 10 febbraio 2020

Si  è concluso da poco l’incontro al Pirellone nel corso del quale i lavoratori della Chn-Fpt Industrial di Pregnana Milanese hanno illustrato ai rappresentanti delle istituzioni presenti (Comune, Città Metropolitana, Regione Lombardia) il piano che hanno elaborato, alternativo alla dismissione del sito di Pregnana e alla perdita di circa 300 posti di lavoro sul territorio.
“I lavoratori - dichiarano Marco Giglio, Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza – che hanno dimostrato di conoscere perfettamente lo stabilimento in cui operano, il suo processo produttivo e l’organizzazione del lavoro, sono andati ben oltre il loro “mestiere”: hanno studiato e tradotto sulla carta le attività del sito, fatturato, criticità e margini di sviluppo  e possibili sinergie e hanno costruito un progetto di trasformazione che consentirebbe alla realtà di Pregnana di arrivare al 2022 con una struttura efficiente e zero esuberi.
Quello che hanno presentato oggi contiene proposte concrete, fattibili e rappresenta una alternativa reale alla cessazione dell’attività e ai licenziamenti.
Lunedì 10 febbraio, nell’incontro programmato in Regione, sarà presente anche l’azienda.
Noi chiediamo a chi oggi è intervenuto con parole di apprezzamento per il lavoro prodotto (a partire all’Assessore al Lavoro di Regione Lombardia) di sostenere fino in fondo questo piano e di agire di conseguenza perché l’impresa lo prenda in considerazione e di cominci finalmente a discutere di futuro, un futuro che per noi non può assolutamente essere la dismissione di un stabilimento che funziona ed ha enormi potenzialità e la dispersione delle conoscenze di cui i lavoratori di Pregnana sono portatori”.

Milano, 7 febbraio 2020

 

 

Attachments:
FileDescriptionFile size
Download this file (Pregnana Plan.pdf)Pregnana Plan.pdf 1676 kB

Arkad, nata da uno scorporo di Abb, ha deciso di chiudere la sede di Genova, trasferendo i suoi 15 lavoratori nel sito di Sesto San Giovanni, come fosse dietro l’angolo.
“I colleghi di Genova – scrive la Rsu della Arkad di Sesto San Giovanni – hanno iniziato uno sciopero a oltranza per chiedere che la decisione venga revocata.
La loro lotta è anche la nostra: non possiamo accettare che l’azienda disponga a piacimento della vita dei suoi dipendenti fino al punto da stravolgerla (…).
Domani scioperiamo, dalle 8.00 alle 12.00 per appoggiare i lavoratori di Genova nella loro vertenza”.
Alle 4 ore di sciopero dei lavoratori Arkad si associano, con 2 ore di sciopero, i lavoratori della Abb di Sesto San Giovanni.
Si chiama solidarietà ed è una cosa bella.

VENERDI’ 7 FEBBRAIO, ORE 8.00 – 12.00
LAVORATORI IN SCIOPERO E PRESIDIO - SESTO SAN GIOVANNI, VIA LAMA, 33

Milano, 6 febbraio 2020

 

 

Infocamere - la società delle Camere di Commercio Italiane che realizza servizi digitali e agisce per la semplificazione del rapporto tra imprese e pubblica amministrazione – ha circa 1000 addetti e siti a Padova, Milano, Roma e Bari.
Con la recentissima acquisizione di DigiCamere le lavoratrici e i lavoratori del sito di Milano sono passati da 30 a oltre 200.
Al termine della trattativa, è stato siglato l’accordo integrativo, poi approvato dalla stragrande maggioranza de lavoratori del gruppo, che contiene punti importanti nella direzione del miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita.
Tra questi, l’innalzamento della percentuale per poter richiedere il part-time e, soprattutto, l’introduzione della flessibilità oraria, con prestazione di lavoro minima di sette ore al giorno e recupero su base mensile.
Sul versante economico, alla voce “premio di risultato” viene introdotta una quota uguale per tutti, oltre a 200 euro in più sulla piattaforma aziendale rispetto a quanto previsto dal Contratto Nazionale per quanto riguarda il welfare.
Passi avanti anche rispetto al grande tema della salute: tutti i lavoratori potranno usufruire di un piano migliorativo rispetto a quello previsto da contratto.
Simona, delegata di Infocamere Milano, è orgogliosa del risultato ottenuto: “La trattativa si è svolta quando a Milano eravamo solo una trentina, eppure siamo riusciti ad andare ben oltre il precedente contratto, anche grazie alla collaborazione con i delegati delle altre sedi. Ora, con l’arrivo dei colleghi di Digicamere rafforzeremo la nostra presenza sindacale in azienda con l’obiettivo di fare sempre meglio in futuro”.

Milano, 6 febbraio 2020

 

 

 

 

Il piano presentato da CNH qualche mese fa prevede il trasferimento delle attività del sito Fpt industrial di Pregnana Milanese (che occupa circa 300 lavoratori) e, quindi, la sua dismissione.
Ci siamo opposti da subito a quel progetto ed ora vogliamo andare oltre, presentando pubblicamente il piano, alternativo alla chiusura e ai licenziamenti, che abbiamo elaborato per rilanciare la fabbrica.
Lo faremo domani, presso la Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli, nel corso di un convegno al quale abbiamo invitato i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche perché crediamo, che chi ha l’onore e l’onere di rappresentare il territorio si debba adoperare, al fianco dei lavoratori e del sindacato, per impedire la chiusura di una fabbrica storica e l’ulteriore impoverimento del patrimonio manifatturiero della provincia di Milano.
“Domani - dichiarano Marco Giglio, Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza – i lavoratori e delegati sindacali della Fpt/CNH Industrial di Pregnana presenteranno un piano alternativo a quello dell’azienda che prevede una forte riduzione dei costi e un aumento  della redditività della fabbrica.
Il piano vuole essere una proposta che prova ad entrare nel merito delle criticità segnalate da Cnh Industrial ma che rilancia la necessità di non azzerare una realtà industriale importante che produce, tuttora, profitti elevati.
La scelta della dismissione del sito di Pregnana, se confermata, avrebbe un impatto sociale estremamente negativo su circa trecento lavoratori e sulla collettività.
Il prossimo appuntamento con l’azienda è previsto per il 10 febbraio in Regione: ci auguriamo che, anche grazie all’iniziativa di domani e al sostegno più incisivo delle istituzioni e della politica, nell’incontro di lunedì si possa registrare un cambiamento di rotta e di prospettiva dell’azienda.”

Milano, 6 febbraio 2020

Da un po’ di tempo alla Thales Alenia Space di Gorgonzola, 180 dipendenti che studiano e progettano i sistemi inseriti all’interno dei satelliti, si respira un’aria pesante.
C’è stata, sostengono i rappresentanti dei lavoratori, una brusca e brutta “inversione a u” rispetto agli storici rapporti tra le parti del recente passato: dal confronto, infatti, l’azienda è passata all’accanimento.
La ciliegina sulla torta è arrivata due giorni fa quando, dopo i licenziamenti individuali effettuati nei siti di Roma e l’Aquila, la decisione di licenziare una lavoratrice è stata presa dal gruppo dirigente di Gorgonzola.
Netta la reazione dei lavoratori: l’affollata assemblea che si è tenuta ieri, infatti, ha proclamato per domani uno sciopero di due ore con presidio davanti ai cancelli dell’azienda.
La richiesta è, ovviamente, il ritiro del licenziamento, il ripristino di dignitose relazioni e la creazione di un clima più sereno.
Non è infierendo sui lavoratori che si gestisce un’azienda.

GIOVEDI’ 6 FEBBRAIO, DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 12.00
LAVORATORI IN SCIOPERO E PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI -  VIA MATTEI, 1 GORGONZOLA

 Milano, 5 febbraio 2020

Vai all'inizio della pagina