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Quali sono i diritti di chi lavora in smart working nell'emergenza coronavirus? Orario, retribuzione, diritti sindacali, come si declinano in questa nuova modalità di organizzazione del lavoro? Ne parleremo in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook e su LinkedIn con l'avv. Gianni Sozzi del network Legalilavoro mercoledì 29 aprile alle ore 18.

 

In oltre 300 aziende metalmeccaniche di Milano la Fiom è presente con delegati eletti dalle lavoratrici e dai lavoratori.
E mai come in questa fase drammatica l’esistenza dei rappresentanti dei lavoratori e del sindacato ha fatto la differenza nella tutela dei diritti, primo tra tutti quello della salute e della sicurezza.
Dall’inizio dell’emergenza la Fiom di Milano ha contrattato con circa 340 aziende e nell’80% dei casi siglato accordi sulla cassa integrazione e sull’organizzazione del lavoro migliorativi rispetto alla legge e  che interessano 33.000 lavoratori.
Dal punto di vista economico tutti gli accordi siglati prevedono l’anticipo dei soldi della cassa da parte delle imprese (che rischiano di essere erogati dall’Inps con grande ritardo), oltre il 70% contiene anche la maturazione (non prevista dalla cassa) delle mensilità aggiuntive alla retribuzione, delle ferie e dei permessi e, in alcuni casi anche un’integrazione economica al trattamento di cassa.
Per quanto riguarda in particolare le imprese dell’informatica o impiegatizie che stanno utilizzando massicciamente lo smart working le intese regolamentano una modalità di lavoro che, in assenza di una chiara normativa, rischia di essere utilizzato impropriamente dalle aziende e dilatare senza limiti il tempo di lavoro.
“C’è un prima, un durante e ci sarà un dopo il Condiv-19 – è il commento di Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano – che ha imposto e continuerà ad imporre a tutti un cambiamento. In questi giorni complicati abbiamo continuato a fare il nostro lavoro, con le modalità nuove indotte dal distanziamento sociale e, comunque, abbiamo ottenuto dei buoni risultati, non solo garantendo il reddito pieno a chi era ed è in cassa ma intervenendo anche sull’organizzazione del lavoro per garantire la sicurezza di chi è stato costretto a recarsi in azienda.
Siamo impegnati a mantenere uno stretto rapporto con le lavoratrici ed i lavoratori in una situazione inedita, garantendo il rispetto dello Statuto dei Lavoratori con le nuove modalità imposte dalla diffusione del coronavirus, facendo assemblee nel rispetto delle misure di prevenzione, oppure in videoconferenza. I diritti non possono venire meno con la scusa del contagio.
Si, perché per la stragrande maggioranza delle imprese la fase 2 è iniziata da un pezzo anzi, molte non si sono mai fermate. Per questo chiediamo al Governo di intervenire da subito per garantire i controlli e le ispezioni, a parere nostro a dir poco carenti, sull’applicazione del protocollo per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e chiediamo con forza che vengano introdotte pesanti sanzioni per le realtà inadempienti.
In questo senso abbiamo già segnalato alla Prefettura di Milano alcune aziende: stiamo aspettando da giorni di conoscerne l’esito.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo con forza: non ha senso multare il singolo cittadino che non rispetta i divieti e lasciare alle imprese la libertà di gestire la vita dei lavoratori senza pagare alcun dazio quando la mettono a rischio.
Ora, davvero, basta con due pesi e due misure: la salute e il futuro della collettività devono avere la priorità su tutto”

Milano, 21 aprile 2020

 

La Negri Bossi, azienda manifatturiera che realizza presse ad iniezione per lo stampaggio di materiale plastico, ha circa 200 dipendenti e ha sottoscritto con il sindacato un buon accordo sulla cassa integrazione che prevede, oltre all'anticipazione da parte dell’azienda dei soldi della cassa, una integrazione al reddito per porta i lavoratori a percepire il 100% dello stipendio per tre settimane e la maturazione della tredicesima.

Purtroppo altri due lavoratori metalmeccanici hanno perso la vita nei giorni scorsi a causa dell'infezione da COVID-19: Mario Perrone 57 anni operaio manutentore della Siram di Milano e Fabrizio Crispiatico, 48 anni, impiegato dell'Electrolux di Solaro.
“Mentre nel territorio di Milano e provincia il contagio continua a mietere vittime – dichiara Roberta Turi segretaria generale della Fiom di Milano - decine di aziende stanno riaprendo l’attività chiedendo l'autorizzazione al Prefetto in quanto si dichiarano funzionali ad assicurare la continuità della filiera delle attività “essenziali” indicate dal Governo.

Dichiarazione Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano:  “Due lavoratori metalmeccanici di aziende nelle quali siamo presenti sindacalmente, sono scomparsi prematuramente, vittime del Coronavirus: Andrea Cuomo, 50 anni, addetto del settore manutenzioni di  Engie e Massimo Dominici, anche lui cinquantenne, commerciale della RCS Thales Italia.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Fermo restando che nelle aziende sono già stati raggiunti molti accordi che prevedono la chiusura delle attività non essenziali o che garantiscono la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e nonostante le difficoltà organizzative di questa fase, è riuscito lo sciopero di oggi nelle aziende metalmeccaniche di Milano e provincia.

Siamo la Fiom di Milano, il sindacato dei lavoratori metalmeccanici della Cgil, e vogliamo ringraziarvi per aver scelto di partire dalla vostra bellissima isola per raggiungere il nostro paese, mettendo a disposizione il vostro sapere per aiutarci ad affrontare l’invisibile nemico con cui da giorni stiamo combattendo.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Nel nuovo DPCM del 22 marzo 2020 sono indicate le attività che non dovranno fermarsi perché ritenute essenziali o strategiche.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Di ora in ora aumentano i numeri del contagio a Milano, così come nel resto della Lombardia e del paese: è evidente che le misure intraprese fino ad oggi per contenerlo sono state insufficienti e che senza interventi drastici il Covid 19 continuerà la sua corsa.

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