A seguito della diffusione del coronavirus in Lombardia riteniamo importante fornire delle prime indicazioni alle lavoratrici e ai lavoratori che in queste ore ci hanno contattati per avere informazioni su quanto sta accadendo e sulle misure che stanno intraprendendo le imprese.
Innanzitutto è fondamentale non farsi prendere dal panico e seguire esclusivamente le indicazioni fornite dagli organismi competenti in materia: Ministero della Salute e Regione Lombardia.
Sul sito del Ministero della Salute potete trovare tutte le indicazioni sul nuovo coronavirus (cos'è, sintomi, trasmissione, come prevenirlo etc.), questo è il link: http://bit.ly/minsalute.

Ordinanza del 22 febbraio per cittadini e imprese dei dieci comuni lombardi colpiti dal contagio.

Sabato 22 febbraio è stato deliberato dal Consiglio dei Ministri un Decreto Legge di contrasto alla diffusione del coronavirus (documento in allegato) che prevede che in dieci comuni del lodigiano, nei quali sono risultate positive alcune persone, si adottino misure di contenimento.
Tra queste misure cautelative c'è anche la sospensione delle attività lavorative per le imprese dei comuni coinvolti. Per i lavoratori impiegati in tali imprese potrà quindi essere utilizzata la cassa integrazione ordinaria.
L'altra misura di contenimento riguarda le lavoratrici e i lavoratori residenti nei comuni coinvolti dall'ordinanza ma che lavorano in imprese localizzate altrove, che sono sospesi dall'attività lavorativa, che dovranno comunicare immediatamente all'azienda in cui sono impiegati di essere stati sospesi dal lavoro in virtù del decreto legge succitato. Si sta verificando con il Ministero del Lavoro in che modo possano intervenire, anche per loro, gli ammortizzatori sociali o altre forme di sostegno al reddito. Per questi lavoratori non può intervenire il trattamento di malattia, a meno che non siano effettivamente ammalati. Appena avremo notizie certe di come potrà essere coperta la loro assenza dal lavoro vi daremo tutte le indicazioni.

Ordinanza del 23 febbraio per il resto di cittadini e imprese della Lombardia

Domenica 23 febbraio è stata predisposta un'ordinanza di Regione Lombardia e del Ministero della Salute che fornisce ulteriori misure di contenimento del virus.
Tra queste è prevista la chiusura di nidi, servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado etc.
Purtroppo dobbiamo constatare che ancora una volta si intraprendono azioni senza prevedere le conseguenze che ci saranno sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori, che saranno costretti comunque ad andare a lavorare ma a fare i salti mortali per organizzarsi rispetto alla chiusura delle scuole.
Per loro, infatti, al momento non sono previsti permessi retribuiti aggiuntivi a quelli previsti dalla contrattazione collettiva. In tale ordinanza, inoltre, si dichiara la “sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico e privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”.
L'interpretazione della natura di tale sospensione non è del tutto chiara. In ogni luogo di lavoro, infatti, si organizzano riunioni. Se si lavora insieme si è, di fatto, “riuniti”. Alcune aziende lombarde (fuori della cosiddetta zona rossa) stanno comunicando l'intenzione di effettuare chiusure collettive e di utilizzare ferie e par dei lavoratori. Noi riteniamo che tali provvedimenti debbano essere, eventualmente, concordati con le RSU.
Altre aziende stanno chiedendo ai lavoratori, anche per iscritto, di informarli se nei giorni scorsi siano stati nei comuni interessati dalle misure di contenimento (zona rossa). Rispetto a questo tipo di richiesta, che può essere di buon senso, non ci risulta che i lavoratori siano obbligati a fornire tali informazioni. Quello che è certo è che, nel caso in cui la loro risposta fosse affermativa o non volessero dare questa informazione, e l'azienda ritenesse di sospenderli dal lavoro a scopo precauzionale, tale sospensione comporterà che i lavoratori saranno retribuiti dall'azienda.

Incontro di Cgil, Cisl e Uil con il Ministero del Lavoro

Domenica 23 febbraio Cgil Cisl e Uil hanno incontrato la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Da tale incontro è emerso che:

Al momento, quindi, non sono state ancora intraprese delle misure di sostegno al reddito aggiuntive, se e quando lo saranno sarete tutti tempestivamente informati.

Prime indicazioni per le RSU

Chiedere un primo incontro urgente all'azienda per capire quali misure intenda intraprendere per contenere la diffusione del virus e rispettare quanto previsto dalle prime ordinanze.
In particolare sarà importante:

E' evidente che tutti i lavoratori che dovessero manifestare sintomi da raffreddamento, dolori articolari, spossatezza, mal di gola, tosse, febbre etc saranno invitati dalla RSU a stare a casa in malattia!
A meno che non siano positivi al test sul coronavirus i lavoratori non sono comunque tenuti a dare informazioni aggiuntive rispetto al proprio stato di salute alle aziende, rispetto a quanto previsto dalle norme in vigore.
Stante il continuo evolversi della situazione come Fim, Fiom e Uilm provvederemo ad un costante aggiornamento delle indicazioni da dare ai lavoratori e delle azioni utili alla migliore gestione di questa fase complicata, in accordo ai principi generali di precauzione e comunque tenendo conto dei provvedimenti delle istituzioni e delle indicazioni di Cgil, Cisl e Uil.

Fim Milano Metropoli - Fiom Milano - Uilm Milano Monza e Brianza

Milano, 24 febbraio 2020