Alla Sarinox di Basiano la situazione si fa sempre più drammatica: degli 80 dipendenti, i circa 40 che lavorano non hanno ancora ricevuto lo stipendio di maggio, mentre i restanti in cassa integrazione da covid-19 non percepiscono un euro dal 15 marzo.
Senza contare i buoni pasto che nessuno vede da gennaio, Metasalute (il fondo sanitario contrattuale metalmeccanico) con cui l’azienda ha accumulato 12.000 euro di debito e un arretrato di circa 5 anni nel pagamento della quota aziendale al Fondo Cometa.
“Abbiamo a che fare con un’impesa con cui non è possibile trattare – sostiene Elena Dorin segretaria della Fiom di Milano –  gli interlocutori con cui ci dobbiamo confrontare non hanno alcun potere decisionale e quello che dicono vale zero. L’unica cosa vera sono 80 lavoratori e le loro famiglie in condizioni di estrema difficoltà e senza alcuna certezza per il domani. Oggi siamo in sciopero davanti all’azienda, ma è chiaro che o la situazione si sblocca oppure nei prossimi giorni intensificheremo le mobilitazioni.
Ed è insopportabile – conclude Elena Dorin -  leggere le dichiarazioni rilasciate da Martina Sassoli, figlia del proprietario di Sarinox e Assessore al Comune di Monza sulla Fase 2: “C’è una gran voglia di ripartire all’insegna del doppio binario: sicurezza e liquidità”. Bene, Assessore, cominci a garantire “sicurezza e liquidità” agli 80 dipendenti dell’azienda di famiglia!”

Milano 18 giugno 2020