La Negri Bossi, azienda manifatturiera che realizza presse ad iniezione per lo stampaggio di materiale plastico, ha circa 200 dipendenti e ha sottoscritto con il sindacato un buon accordo sulla cassa integrazione che prevede, oltre all'anticipazione da parte dell’azienda dei soldi della cassa, una integrazione al reddito per porta i lavoratori a percepire il 100% dello stipendio per tre settimane e la maturazione della tredicesima.

Ma c’è di più. Poco dopo l'inizio dell'emergenza da Covid-19 un lavoratore ha avuto un'intuizione: ha recuperato uno stampo per realizzare mascherine protettive e ha proposto ai rappresentanti sindacali, ai colleghi e alla direzione l'idea di riconvertire parte della produzione per stampare maschere protettive in elastomero termoplastico, destinate alla collettività.
I rappresentanti dei lavoratori e la Fiom  hanno sostenuto immediatamente quest'idea e il direttore della produzione ha preso contatti con la protezione civile di Monza e Brianza.
“Oggi la fabbrica è in grado di produrre 500 mascherine l'ora – raccontano i rappresentati dei lavoratori - sono in TPE, materiale scelto per la sua flessibilità e sono igienizzabili  in acqua bollente e con sapone neutro. Tutti i lavoratori hanno accolto con favore la scelta, in una situazione così drammatica, di poter dare un contributo a chi ne ha bisogno. Le maschere, infatti, verranno date gratuitamente alla protezione civile e ad altre associazioni oltre che alle famiglie dei dipendenti.
E' bello poter mettere a disposizione il nostro saper fare in un momento così complicato per tanti lavoratori e per tante famiglie. Come rappresentanti sindacali della Fiom siamo orgogliosi che da questa fabbrica esca un messaggio come questo: è fondamentale mettere al centro la solidarietà tra persone”.

Milano 16 aprile 2020

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