Milano, domenica 8 marzo 2020

Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) dell’ 8 marzo 2020 sono state approvate le nuove disposizione per la Lombardia e per il territorio nazionale. Le disposizioni sono valide dall’8 marzo al 3 aprile 2020.
Si ricorda a tutti che è possibile contattare il numero 1500 per richieste di informazioni e il numero verde 800 894 545 solo se si ritiene di avere dei sintomi della malattia.
sui contenuti dell'ultimo DPCM forniamo i seguenti chiarimenti per le lavoratrici e i lavoratori della cosiddetta “zona arancione”:

Attività produttive e lavorative
Le attività produttive e lavorative, i trasporti e la circolazione delle merci proseguiranno.
Come previsto dall'art. 1, lettera a, le attività continuano: “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute”. Quindi il tragitto casa lavoro è consentito per le attività lavorative o produttive che non prevedano la possibilità di utilizzare il lavoro da remoto (smart working)  e che richiedano la presenza dei lavoratori sul luogo di lavoro. In questo caso, le imprese dovranno continuare ad adottare le misure di cautela e prevenzione già intraprese nei giorni scorsi (rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro e quanto previsto nell'allegato 1 del DPCM) .

Transfrontalieri
Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Merci
Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Ferie e permessi

All'art. 2, lettera s, è previsto:“qualora sia possibile, si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie”
E' una raccomandazione. “Favorire” non vuol dire obbligare o forzare. Quindi valgono le regole già previste dal CCNL.
Di seguito le norme contrattuali previste:

Fermate produttive
Ccnl – Sez. Quarta Titolo III  
Art.2 Contrazione temporanea dell’orario di lavoro

1° capoverso “Ferma restando l’utilizzabilità, in rapporto alle differenti esigenze aziendali, DEGLI STRUMENTI DI LEGGE VIGENTI IN MATERIA DI CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI e mobilità e di contratti di solidarietà, le parti convengono che a fronte di casi di crisi......... che determinino esuberi occupazionali sia opportuno un comportamento che tenda a diminuire, per quanto possibili, le conseguenze sociali di un minore impiego della forza lavoro.

2° Capoverso “In caso di necessità di sospensioni dell’attività lavorativa, potrà essere utilizzata anche in modo collettivo, previo esame con la rappresentanza sindacale unitaria che si intenderà esaurito decorsi 10 giorni dalla data dell’incontro indicata nella convocazione, quanto accantonato in conto ore e le giornate di ferie residue, ESLCUSE QUELLE IN CORSO DI MATURAZIONE NELL’ANNO CORRENTE”

Permessi
Art. 5 – Permessi annui retribuiti

6° Capoverso “Previo esame congiunto tra la Direzione aziendale e la rappresentanza sindacale unitaria che si intenderà esaurito decorsi 10 giorni dalla data dell’incontro indicata nella convocazione, che si svolgerà, di norma, entro il mese di settembre di ciascun anno una quota dei suddetti permessi annui retribuiti fino a un massimo di 5, può essere utilizzata per la fruizione collettiva, anche per singoli reparti o gruppi di lavoratori.

7° capoverso “ I rimanenti permessi, a cui si aggiungono quelli non utilizzati collettivamente, sono a disposizione del singolo lavoratore e sono fruiti su richiesta da effettuarsi almeno 10 giorni prima e nel rispetto di un tasso di assenza contemporanea a tale titolo non superiore al 5 per cento dei lavoratori normalmente addetti al turno...”

Cassa integrazione
Ricordiamo che, in caso di riduzione dell'attività lavorativa dovuta a una temporanea difficoltà di mercato dell'azienda (calo della domanda) o ad altri eventi temporanei non dovuti a responsabilità del datore di lavoro o dei lavoratori, come l'emergenza Coronavirus che stiamo vivendo e che può avere un impatto su alcune attività, è prevista la cassa integrazione ordinaria.
Per chi ha esaurito gli strumenti “ordinari” come la cigo, per utilizzare gli ulteriori strumenti di ammortizzatore sociale “speciali”, necessari alla gestione della eventuale riduzione delle attività, si dovrà attendere il 9 marzo, data in cui è previsto il prossimo confronto con il governo. Già da oggi è certo che sarà possibile ricorrere retroattivamente, a partire dal 23 febbraio 2020, alla cassa integrazione ordinaria e in deroga.

Congedi parentali
Al momento valgono solo quelli già previsti dalla legge. Cgil Cisl e Uil hanno posto nel confronto con il Governo la richiesta di misure a sostegno di genitori con figli in ragione della chiusura delle scuole e la sospensione delle attività educative. Siamo in attesa del decreto.

Smart working
All'art. 2, lettera r, è previsto: “La modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli 18 e 23 della legge 22 maggio 2017, n.8, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti....”
Quindi non cambia nulla rispetto ai giorni scorsi. L'obiettivo delle RSU sarà quello di trovare intese con le aziende che favoriscano e allarghino più possibile questa modalità di lavoro. Ma rimane il fatto che non c'è un obbligo per le aziende di adottare tale modalità di organizzazione del lavoro.

Confronto con le aziende
Ricordiamo che il contratto collettivo nazionale di lavoro prevede la possibilità di informazione e consultazione in sede aziendale. Riteniamo che sia indispensabile che le RSU si confrontino spesso con le aziende per gestire una situazione così complessa, provando a trovare soluzioni condivise che vengano incontro alle necessità e difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori:

Informazione e consultazione in sede aziendale
Ccnl - Sez. Prima – Sistema di relazioni sindacali

1° Capoverso “ Le direzioni delle aziende che occupano almeno 50 dipendenti forniranno annualmente alle  RSU e alle OO.SS. territoriali dei sindacati stipulanti tramite l’Associazione territoriale di competenza, su richiesta delle stesse informazioni su:

  1. a) andamento recente e quello prevedibile dell’attività dell’impresa...

2° Capoverso “ Le direzioni delle aziende che occupano almeno 50 dipendenti forniranno alle RSU e alle OO.SS. territoriali dei sindacati stipulanti tramite l’Associazione territoriale di competenza, nel corso di un apposito incontro informazioni sulle decisioni che siano suscettibili di comportare rilevanti cambiamenti dell’organizzazione del lavoro ......

 Rapporto con i lavoratori
In questo fase è necessario che i delegati sindacali si confrontino e si adoperino per orientare le lavoratrici e i lavoratori e fornire loro supporto ed indicazioni, anche con modalità differenti dal passato (maggiore uso del web e dei social network, riunioni via Skype o in teleconferenza, eccetera). Il sindacato deve continuare a far sentire la sua voce, soprattutto in un momento di difficoltà e disorientamento come questo.
Non lasciamo soli le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici.

Fim Milano Metropoli  - Fiom Milano - Uilm Milano Monza e Brianza

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