In queste ore sta passando una narrazione fuorviante: in Rojava è arrivata la pace.
La verità è un’altra: nell’ incommensurabile disparità delle forze in campo, sotto un cessate il fuoco che non è mai cessato, tra i leader delle grandi potenze mondiali che si esercitano in uno gioco sporco e l’insopportabile solidarietà a parole di governi e istituzioni europee, i curdi sono stati costretti ad accettare il più ignobile dei ricatti: morire o scomparire.
Stretti tra l’esercito turco e i miliziani jihadisti, per evitare il massacro di uomini, donne e bambini, le forze curde hanno scelto di “liberare” la cosiddetta “safe zone”, abbandonando case, terre, villaggi.
Era questo, in fondo, l’obiettivo dell’ “Operazione fonte di pace” di Erdogan. Obiettivo raggiunto: è sua ora la striscia di terra dove, sfidando il fondamentalismo più becero, le curde e curdi avevano dato vita a una straordinaria esperienza di confederalismo democratico, unico, vero antidoto alla violenza, al settarismo e alla barbarie dell’integralismo.
Oggi non sappiamo cosa accadrà nel Nord della Siria invaso, non sappiamo cosa sarà degli unici che hanno voluto e saputo fermare l’avanzata dell’Isis, non sappiamo dove saranno le giovani e libere combattenti curde osannate da mezzo mondo e poi abbandonate. Non sappiamo cosa potrà sopravvivere della speranza che hanno saputo tradurre in realtà.
Sappiamo però che continueremo a sostenere la resistenza curda, a mobilitarci per far sentire la voce di chi si è speso fino in fondo per costruire oasi di pace e democrazia, di chi ha scelto, con coraggio, di arretrare pur di salvare la propria gente.
Continueremo a chiedere che il nostro paese e l’Europa decidano da che parte stare, con gli assassini jihadisti, con chi ridisegna i confini con la forza e invoca pulizie etniche oppure con chi si batte per la libertà.
Sabato 26 ottobre saremo in piazza a Milano, con convinzione e determinazione, perché noi da tempo abbiamo scelto da che parte stare.

SABATO 26 OTTOBRE, TUTTE E TUTTI IN CORTEO - APPUNTAMENTO ALLE 14.30 IN PALESTRO DAVANTI AL PLANETARIO

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