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Si è svolto oggi, nelle aziende di Milano e provincia come nel resto del paese, lo sciopero di 4 ore (che in alcune realtà è stato di 8 ore) proclamato a livello nazionale per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Federmeccanica – Assistal.
L’adesione dei lavoratori alla mobilitazione è stata buona, con alcune punte di “eccellenza”, come nel caso della Novelis di Pieve Emanuele e della Hyster Yale di Masate (90%), dell’Eurotranciatura di Baranzate, della Lobo di Cornaredo e della Ametc di Peschiera (85%), della Bitron di Cormano (80%). Alla Olan di Trezzano, alla Lear di Pozzo d’Adda, alla Negri Bossi di Cologno Monzese, alla Boccassini di Gessate e alla Emerson di Bussero adesione al 75%, 70% alla Electrolux di Solaro e in molte altre aziende. La palma d’oro dell’adesione allo sciopero va agli operai della Kone Industrial di Pero: 8 ore di sciopero e 95% di partecipazione.

“In questo momento  - dichiarano Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano e Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza, Brianza – alla preoccupazione che si respira nei luoghi di lavoro si somma la rabbia per l’arroganza con cui le associazioni padronali e i gruppi dirigenti aziendali, che pure nel pieno della pandemia hanno esortato i propri dipendenti a recarsi in azienda spiegandogli quanto essenziale fosse la loro attività, hanno disconosciuto il valore del lavoro. Non possiamo accettare la schizofrenia di quegli  imprenditori e delle loro associazioni che da una parte chiedono ai lavoratori di fare gli straordinari e dall’altra sostengono che il loro impegno vale 40 euro di aumento salariale nel triennio.
Non è vero – proseguono i tre segretari generali – che non ci sono risorse, le risorse ci sono ma negli scorsi anni sono state stornate verso i profitti, mentre la contrattazione aziendale è rimasta al palo e la redistribuzione della ricchezza dove si produce non si è proprio vista.
Lo hanno dimostrato dati alla mano i tre delegati che fanno parte del gruppo di lavoro unitario che da oltre un anno studia i bilanci delle imprese e l’andamento dei salari che sono intervenuti oggi al presidio che si è svolto davanti ad Assolombarda.
L’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori (di quelli che ogni giorno si spostano per raggiungere le aziende e di quelli che da casa, spesso in condizioni precarie, operano in smart working) non può e non deve essere disconosciuto utilizzando cinicamente la fase drammatica che stiamo attraversando. ‘Vi abbiamo già dato le mascherine, cosa volete di piu?’: vogliamo un contratto nazionale di lavoro che garantisca un lavoro sicuro e un salario dignitoso.
In primavera abbiamo dovuto scioperare per mettere in sicurezza le aziende e abbiamo garantito la produzione, oggi scioperiamo per conquistare il contratto. Ai fini intellettuali che ci considerano pazzi, irresponsabili, surreali, rispondiamo con i versi di una canzone che fa parte della nostra storia ‘provate voi a lavorare!’ ”.

Milano, 5 novembre 2020

 

Scadrà a fine dicembre la cosiddetta “commessa calore” - ossia il “Servizio di conduzione, manutenzione e riqualificazione degli impianti termici e di climatizzazione degli edifici demaniali e scolastici comunali, compresa la fornitura di combustibili” – attiva tra il Comune di Milano e Engie Lombardia, frutto di un appalto Consip.
Sono 45  (25 operai e 20 impiegati) i lavoratori che svolgono funzioni legate all’appalto e che, in assenza di un intervento attivo del Comune di Milano, che pur non essendo firmatario diretto del contratto è parte in causa, rischiano di ritrovarsi senza occupazione.
“Le possibilità per scongiurare questo esito sono due – dichiara Elena Dorin, segretaria della Fiom di Milano - La prima: una presa di posizione del Comune di Milano in merito al prolungamento del contratto almeno fino al 15 aprile 2021 in modo da avere qualche mese di tempo per ricercare soluzioni positive per i 45 lavoratori.
La seconda: il passaggio dei lavoratori a Siram, società che subentra al contratto Consip, sulla base della “clausola sociale” contenuta nel protocollo firmato da Comune di Milano, Cgil, Cisl e Uil, che prevede in caso di cambio d’appalto l’assunzione dei lavoratori da parte della nuova società.
Sono queste le possibilità che illustreremo all’Assessora al lavoro del Comune di Milano alla quale abbiamo chiesto un incontro.
In questo momento già difficile dobbiamo fare di tutto per scongiurare la perdita di posti di lavoro.”

Milano, 27 ottobre 2020

FIM MILANO - FIOM MILANO

 

I  lavoratori della Saes Getters di Lainate ieri sono scesi in sciopero per contestare la decisione dell’azienda – che produce semiconduttori ed ha circa 400 dipendenti tra la sede di Lainate e quella di Avezzano – di licenziare un giovane lavoratore dell’area ricerca a seguito di una banale contestazione disciplinare alla quale comunque aveva fornito giustificazioni.
Nel pomeriggio si è svolto un incontro tra rappresentanti dei lavoratori, sindacato e i vertici aziendali al termine del quel Saes non ha modificato la sua scelta.
“In otto anni di lavoro in Saes - dichiara Mauro Fioraso della Fiom di Milano - il giovane che l’azienda ha deciso di licenziare non ha mai ricevuto alcun richiamo.
Quello che gli contestano come motivo per lasciarlo a casa è ordinaria amministrazione che in genere si risolve con un incontro di chiarimento. Per quanto ci riguarda il licenziamento è assolutamente ingiustificato e la reazione immediata dei lavoratori che, in una fase complicata come questa, hanno scelto di scioperare chiedendo all’azienda il ritiro del drastico provvedimento avvalora l’inconsistenza delle ragioni del gruppo dirigente di Saes.
Nei prossimi giorni con le lavoratrici e i lavoratori decideremo come proseguire la mobilitazione e, comunque, ci riserviamo di intraprendere le azioni legali necessarie per contrastare l’ingiusto licenziamento.

Milano, 4 settembre 2020

Nel 2017 ABB decise di procedere a una cessione di ramo d’azienda denominato Oil and Gas alla società Arkad.
Fin da subito ci opponemmo sia sindacalmente che legalmente ad un'operazione per noi poco chiara sia in termini di prospettiva occupazionale che di reale consistenza del ramo aziendale oggetto della cessione.
Venerdi' 23 luglio il Tribunale del Lavoro di Milano ci ha dato ragione, accogliendo le istanze degli iscritti alla Fiom che si erano opposti alla cessione di ramo aziendale, con sentenza esecutiva di reintegro presso ABB.
Questa è l'ennesima importante vittoria legale che otteniamo, opponendoci alle cessioni di ramo d’azienda illegittime.

Milano, 27 luglio 2020

FIM - FIOM -UILM MILANO

Nell’incontro che si è svolto al Ministero per lo Sviluppo economico il 24 giugno scorso, Italtel – che ha depositato al Tribunale di Milano domanda prenotativa ai sensi dell’art. 161 sesto comma della legge fallimentare -  ha comunicato che una società del gruppo finanziario Pillarstone ha acquistato la quota di debito di Italtel da Unicredit.
È paradossale -  dichiarano Marco Giglio, Roberta Turi e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim Fiom e Uilm di Italtel - che mentre si parla della necessità di una rete di telecomunicazioni a larga banda si debbano gestire continue ristrutturazioni nelle aziende che operano in questo comparto. Italtel è un'azienda storica e strategica e le lavoratrici e lavoratori hanno competenze e know how che non devono essere dispersi. Serve un forte intervento pubblico, anche attraverso cassa depositi e prestiti, per salvaguardare e rilanciare l'azienda nella sua integrità e scongiurare spezzatini che avrebbero pesanti ripercussioni sui lavoratori. È necessario che al più presto vengano fatti tutti i passaggi necessari per fare in modo che venga garantita l'integrità dell'azienda, la salvaguardia di tutti gli asset e dell'occupazione. A sostegno di queste richieste e per garantire un futuro all’azienda, che occupa in tutt'Italia un  migliaio di dipendenti e che nel sito di Castelletto, alle porte di Milano, ha 670 dipendenti, manifesteremo domani davanti alla Prefettura di Milano. Nei prossimi giorni sono previste iniziative anche a Roma e a Carini”

GIOVEDI’ 2 LUGLIO, DALLE ORE 14.30 ALLE 16.30
PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO, C.SO MONFORTE ANGOLO VIA VIVAIO

 Milano, 1 luglio 2020

 

 

La famiglia Sassoli, proprietaria della Sarinox di Basiano (80 dipendenti) presenterà domanda di concordato preventivo.
Siamo arrivati a questo punto dopo una gestione a dir poco scellerata che riepiloghiamo: mancato pagamento di parte degli stipendi; mancato pagamento di mesi di ticket;  un debito di 12.000 euro accumulato con Metasalute (il fondo sanitario contrattuale metalmeccanico) un arretrato di circa 5 anni nel pagamento della quota aziendale al Fondo Cometa; cessioni del quinto mai versate alle finanziarie.
Il risultato della spregiudicatezza di questi “capitani d’industria” in salsa nostrana sono 80 lavoratori con relative famiglie in grande difficoltà e senza prospettive.
Così, dopo le mobilitazioni degli scorsi giorni, domani le lavoratrici e i lavoratori di Basiano saranno in presidio davanti alla sede dell’Associazione Industriale di Monza.

MARTEDI’ 30 GIUGNO, DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00

LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI ALLA ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI

VIA PETRARCA, 10, MONZA

 Milano 29 giugno 2020

Alla Sarinox di Basiano la situazione si fa sempre più drammatica: degli 80 dipendenti, i circa 40 che lavorano non hanno ancora ricevuto lo stipendio di maggio, mentre i restanti in cassa integrazione da covid-19 non percepiscono un euro dal 15 marzo.
Senza contare i buoni pasto che nessuno vede da gennaio, Metasalute (il fondo sanitario contrattuale metalmeccanico) con cui l’azienda ha accumulato 12.000 euro di debito e un arretrato di circa 5 anni nel pagamento della quota aziendale al Fondo Cometa.
“Abbiamo a che fare con un’impesa con cui non è possibile trattare – sostiene Elena Dorin segretaria della Fiom di Milano –  gli interlocutori con cui ci dobbiamo confrontare non hanno alcun potere decisionale e quello che dicono vale zero. L’unica cosa vera sono 80 lavoratori e le loro famiglie in condizioni di estrema difficoltà e senza alcuna certezza per il domani. Oggi siamo in sciopero davanti all’azienda, ma è chiaro che o la situazione si sblocca oppure nei prossimi giorni intensificheremo le mobilitazioni.
Ed è insopportabile – conclude Elena Dorin -  leggere le dichiarazioni rilasciate da Martina Sassoli, figlia del proprietario di Sarinox e Assessore al Comune di Monza sulla Fase 2: “C’è una gran voglia di ripartire all’insegna del doppio binario: sicurezza e liquidità”. Bene, Assessore, cominci a garantire “sicurezza e liquidità” agli 80 dipendenti dell’azienda di famiglia!”

Milano 18 giugno 2020

Un mese fa, su sollecitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, le organizzazioni sindacali avevano inviato a Suzanne Heywood e Annalista Stupenengo, amministratrici delegate di CNH Industriale e della FPT Industrial, una lettera in cui chiedevano che, a fronte della grande incertezza sul futuro causata dalla pandemia di covid-19, ci fosse un ripensamento sul piano di trasferimento a Torino di tutte le attività del sito di Pregnana.
“Dopo una serie di incontri - dichiarano Marco Giglio, Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Francesco Caruso, segretario Uilm Milano, Monza e Brianza - nei quali le parti si sono confrontate su questa ragionevole richiesta,  nei giorni scorsi è stato raggiunto un accordo tra la direzione della CNH Industrial, Fim, Fiom e Uilm di Milano e la RSA dello stabilimento di Pregnana Milanese, che prevede, per ora, una proroga dei termini concordati nell'accordo quadro nazionale sottoscritto al Mise tra le organizzazioni sindacali e l'azienda, per la gestione non traumatica della riorganizzazione del gruppo.
Grazie all’accordo ci sarà tempo fino a fine aprile 2021, e non più fino a dicembre 2020, per individuare nuove soluzioni industriali e occupazionali affinchè nessun lavoratore dello stabilimento di Pregnana Milanese si ritrovi senza lavoro e senza un reddito a causa del trasferimento delle attività su Torino.
E' anche prevista una proroga, fino a fine agosto, dei contratti a termine in essere e un premio legato alla produttività di 1200 Euro.”

Milano, 28 maggio 2020

 

 

 

 

Dopo aver svolto un’ampia consultazione tra le lavoratrici e i lavoratori, adottando lo strumento della video conferenza, è stato sottoscritto in Ibm un accordo che definisce le linee guida per la graduale ripresa dell’attività all’interno delle sedi aziendali.
L’accordo - la cui applicazione e attuazione verrà monitorata da un comitato composto da datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS e RSU -   è rilevante perchè riguarda un’importante azienda nazionale dell’information technology che solo a Segrate occupa circa 2000 dipendenti.
Mantenendo l’istituito dello smart workong, l’intesa prevede misure aggiuntive al contenuto dei protocolli del 14 marzo e 24 aprile per quanto riguarda il graduale rientro al lavoro:  la riorganizzazione degli uffici con la creazione di indicazioni come le strisce distanziatrici; l’ingresso nelle sedi di un numero contingentato di dipendenti, che si dovranno uttilizzare scrivanie in modo alternato; la possibilità di richiedere il rimborso dei costi del viaggio casa ufficio (compreso rimborso taxi) dal momento che è stato sospeso il servizio navetta; l’estensione della la flessibilità dell’orario di ingresso; l’installazione di barriere e distanziatori tali da limitare ogni possibile contatto personale a tutela di chi svolge il servizio di reception.  Verranno poi garantite sanificazioni periodiche dei locali, pulizia e igienizzazione quotidiana e la distribuzione, per chi accede ai locali aziendali, di due mascherine chirurgiche al giorno.
Per Elena Dorin della segreteria della Fiom di Milano: “Quello di Ibm è un buon accordo che introduce soluzioni organizzative anche innovative che consentono di lavorare in sicurezza all’epoca del covid-19. Ora è importante  che i delegati effettuino un monitoraggio continuo della sua applicazione, prevista, per ora, fino al 31 agosto. Il prossimo passo sarà quello di fare un buon accordo, che in Ibm ancora non c’è, sullo smart working. Nelle prossime settimane continueremo ad utilizzare gli strumenti di videoconferenza messi a disposizione dall’azienda per effettuare le assemblee con i lavoratori e condividere con loro l’evolversi della situazione e la gestione delle difficoltà, una tra tutte quella delle madri e dei padri che devono lavorare occupandosi, nel contempo, di bimbi piccoli. Questo è un problema che ricade soprattutto sulle spalle delle lavoratrici e che dobbiamo affrontare, oltre che con le istituzioni, anche con le imprese.”

Milano, 14 maggio 2020

Il testo integrale dell’accordo è consultabile sul sito della Rsu Ibm di Segrate: http://rsuibmsegrate.altervista.org/20200429.pdf
A questo link potete trovare l’intervista al delegato e Rls di Ibm Francesco Fiaccadori:
https://www.facebook.com/776126429120019/posts/3302744363124867/?vh=e&d=n

 

 

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