NOTIZIE

La Federconsumatori di Milano e la Fiom-Cgil di Milano hanno rinnovato per il 2021 la convenzione a tutela dei propri delegati e iscritti per offrire loro un supporto in questa fase complicata su questioni che possono avere attinenza con la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. A seguito della convenzione, gli iscritti  Fiom-Cgil di Milano possono usufruire dei seguenti servizi: 

  • Assistenza nelle problematiche luce/gas/telefonia
  • Assistenza nelle procedure di conciliazione (CORECOM – conciliazione paritetica – conciliazione bancaria – conciliazione ANIA)
  • Reclami sui disservizi e tutela contro le truffe
  • Tutela del turista
  • Analisi dei prestiti (servizio trasparenza)
  • Gestione delle problematiche bancarie e della crisi da Sovraindebitamento
  • Assistenza legale in convenzione con applicazione dei minimi tariffari
  • Assistenza online

Costi:

Gli iscritti alla Fiom hanno diritto ad avere le prime informazioni gratuite. L’iscrizione da diritto ad un costo di tessera convenzionato in € 10 (tessera ordinaria 40). Costo pratica in convenzione € 20 (pratica ordinaria € 30). Costo del legale in convenzione e con applicazione dei minimi tariffari

Contatti:

Telefono: 02.55025313

Mail dedicata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito: www.federconsumatori.milano.it

FB: @FederconsumatoriMilanoLombardia

in allegato la  convenzione, invitandovi a diffonderla nei luoghi di lavoro.

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In Italia ci sono stabilimenti dai nomi diversi ma che fanno capo al Gruppo Fontana: la Lobo di Cornaredo, la Ibs di Torino, il Gruppo Fontana di Veduggio e la Meridbulloni di Castellammare di Stabia che, come noto, è in provincia di Napoli.
Tra pochi giorni è Natale e il gruppo dirigente del Gruppo Fontana ha pensato di fare un bel regalo agli 81 lavoratori di Castellammare: il trasferimento a Torino, 908 chilometri impacchettati e infiocchettati, con tanto di bigliettino presa in giro. Per gli imprenditori, infatti, non si tratta di licenziamenti, ma una semplice fusione tra società. Con in aggiunta la tempistica: 81 famiglie, secondo i vertici del Gruppo Fontana dovrebbero preparare armi e bagagli in meno di un mese: ma non sono licenziamenti…
“Il 2020 – scrivono i rappresentanti dei lavoratori della Lobo di Cornaredo – è stato un anno difficile per l’emergenza sanitaria che ci ha visti tutti impegnati con l’obiettivo di tenere aperti gli stabilimenti. Noi non chiediamo che i padroni siano buoni, pretendiamo che siano corretti e quello che è successo agli operai di Meridbulloni è vergognoso e inumano. Al fianco dei lavoratori di Castellammare chiediamo il ritiro della procedura e l’avvio di un confronto reale”.
E per dimostrare che la solidarietà è una cosa seria alla Lobo di Cornaredo i lavoratori sciopereranno mercoledì 23 dicembre. La Fiom di Milano è con loro.

Milano, 21 dicembre 2020

 

 

 

 

Questa mattina alla Stailnless Steel Center (ex Sarinox) di Basiano un operaio ha rischiato di perdere una mano, rimasta incastrata nel macchinario che taglia i laminati d’acciaio ed è stato portato d’urgenza all’Ospedale di Niguarda.
Immediata la reazione dei lavoratori che, al termine di una veloce assemblea, sono scesi in sciopero bloccando l’attività dell’azienda.
Sulle dinamiche dell’incidente sono in corso le indagini sia della Asl che delle forze dell’ordine.
Su una cosa, però, non ci sono dubbi: l’assenza totale di investimenti per l’innovazione, così come il disinteresse per la manutenzione che ha caratterizzato per anni la gestione della fabbrica da parte del gruppo dirigente di Sarinox, tanto da portare l’azienda al fallimento e la pressione per incrementare la produzione che i lavoratori stanno subendo dalla proprietà che, nonostante il cambio di nome (frutto di una cessione di ramo d’azienda) è sempre la stessa.
Questi elementi, che abbiamo denunciato nel corso della vertenza per scongiurare la chiusura dell’azienda, vanno sempre e comunque a discapito della salute e della sicurezza dei lavoratori. Attendiamo gli esiti dell’inchiesta ma, per quanto ci riguarda e a maggior ragione alla luce di quanto accaduto questa mattina, continuiamo a rivendicare innovazione, manutenzione e ritmi che consentano di lavorare serenamente.
Come sempre in questi casi la Fiom valuterà con i propri legali circa la possibilità di costituirsi parte civile.

Milano 16 dicembre 2020

 

Dopo il voto di venerdì 27 e lunedì 30 novembre si è concluso questa mattina lo spoglio delle schede della consultazione referendaria sull'ipotesi di accordo sulla gestione del trasferimento di tutte le attività dello stabilimento della FPT/CNH Industrial da Pregnana Milanese a Torino.

“La partecipazione al voto è stata straordinaria – dichiarano Marco Giglio Fim Milano Metropoli, Roberta Turi segretaria generale Fiom Milano, Francesco Caruso Uilm Milano, Monza, Brianza - su 242 aventi diritto, infatti, si sono espressi 201 lavoratori, i sì sono stati 185, i no 14, le schede bianche e nulle 2.
Con il 92% dei consensi i lavoratori hanno approvato l’ipotesi di accordo raggiunta il 24 novembre, dopo oltre un anno di trattativa (anno che passerà alla storia a causa del covid-19) e due proroghe della data della cessazione delle attività (posticipata alla fine di aprile 2021).
L’intesa, stipulata in videoconferenza alla presenza dei rappresentanti della Direzione aziendale, di Regione Lombardia e del Comune di Pregnana, è, di fatto, un accordo quadro cui dovranno seguire ulteriori passaggi nei prossimi mesi.
Entro dicembre, in base ai contenuti della Legge di Bilancio,  capiremo se sarà possibile prevedere la cassa integrazione per cessata attività mentre con l'anno nuovo l'investitore che si è dichiarato interessato a subentrare alla CNH Industrial nello stabilimento deciderà se procedere o meno.

L'accordo prevede strumenti per gestire gli esuberi:

  • Possibilità di trasferimenti nel gruppo CNH Industrial, a Torino, Suzzara o in altri siti  sul territorio. I lavoratori interessati  riceveranno incentivi per trasferirsi a Suzzara o a Torino.
  • Incentivazioni per i lavoratori che potranno andare in pensione con la Naspi, a seconda della fascia di reddito.
  • Incentivazione all'esodo per lavoratori che non raggiungono la pensione pari a 20 mensilità con un tetto minimo, prevedendo anche la Naspi.
  • In caso di ricollocazione presso aziende terze è prevista la possibilità di rientrare in CNH Industrial qualora non venisse superato il periodo di prova, mentre in caso di occupazione stabile CNH Industrial si impegna a integrare il reddito in caso fosse inferiore a quello percepito oggi dai lavoratori.
  • E' previsto un monitoraggio mensile e le parti valuteranno se mettere a disposizione anche un programma di outplacement per la riqualificazione e ricollocazione del personale presso altre aziende.
  • Regione Lombardia si attiverà con le Istituzioni competenti per verificare la sussistenza delle condizioni per ottenere il riconoscimento di strumenti straordinari a sostegno del reddito, quale, ad esempio, la CIGS per cessazione. La Regione si impegna inoltre ad affiancare, attraverso specifici incontri anche di natura riservata, i diversi soggetti che potranno essere coinvolti nel processo di reindustrializzazione, mettendo in campo gli strumenti istituzionali che possono accompagnare e sostenere questo processo”.

Milano, 1 dicembre 2020

Si è svolto oggi, nelle aziende di Milano e provincia come nel resto del paese, lo sciopero di 4 ore (che in alcune realtà è stato di 8 ore) proclamato a livello nazionale per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Federmeccanica – Assistal.
L’adesione dei lavoratori alla mobilitazione è stata buona, con alcune punte di “eccellenza”, come nel caso della Novelis di Pieve Emanuele e della Hyster Yale di Masate (90%), dell’Eurotranciatura di Baranzate, della Lobo di Cornaredo e della Ametc di Peschiera (85%), della Bitron di Cormano (80%). Alla Olan di Trezzano, alla Lear di Pozzo d’Adda, alla Negri Bossi di Cologno Monzese, alla Boccassini di Gessate e alla Emerson di Bussero adesione al 75%, 70% alla Electrolux di Solaro e in molte altre aziende. La palma d’oro dell’adesione allo sciopero va agli operai della Kone Industrial di Pero: 8 ore di sciopero e 95% di partecipazione.

“In questo momento  - dichiarano Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano e Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza, Brianza – alla preoccupazione che si respira nei luoghi di lavoro si somma la rabbia per l’arroganza con cui le associazioni padronali e i gruppi dirigenti aziendali, che pure nel pieno della pandemia hanno esortato i propri dipendenti a recarsi in azienda spiegandogli quanto essenziale fosse la loro attività, hanno disconosciuto il valore del lavoro. Non possiamo accettare la schizofrenia di quegli  imprenditori e delle loro associazioni che da una parte chiedono ai lavoratori di fare gli straordinari e dall’altra sostengono che il loro impegno vale 40 euro di aumento salariale nel triennio.
Non è vero – proseguono i tre segretari generali – che non ci sono risorse, le risorse ci sono ma negli scorsi anni sono state stornate verso i profitti, mentre la contrattazione aziendale è rimasta al palo e la redistribuzione della ricchezza dove si produce non si è proprio vista.
Lo hanno dimostrato dati alla mano i tre delegati che fanno parte del gruppo di lavoro unitario che da oltre un anno studia i bilanci delle imprese e l’andamento dei salari che sono intervenuti oggi al presidio che si è svolto davanti ad Assolombarda.
L’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori (di quelli che ogni giorno si spostano per raggiungere le aziende e di quelli che da casa, spesso in condizioni precarie, operano in smart working) non può e non deve essere disconosciuto utilizzando cinicamente la fase drammatica che stiamo attraversando. ‘Vi abbiamo già dato le mascherine, cosa volete di piu?’: vogliamo un contratto nazionale di lavoro che garantisca un lavoro sicuro e un salario dignitoso.
In primavera abbiamo dovuto scioperare per mettere in sicurezza le aziende e abbiamo garantito la produzione, oggi scioperiamo per conquistare il contratto. Ai fini intellettuali che ci considerano pazzi, irresponsabili, surreali, rispondiamo con i versi di una canzone che fa parte della nostra storia ‘provate voi a lavorare!’ ”.

Milano, 5 novembre 2020

 

Scadrà a fine dicembre la cosiddetta “commessa calore” - ossia il “Servizio di conduzione, manutenzione e riqualificazione degli impianti termici e di climatizzazione degli edifici demaniali e scolastici comunali, compresa la fornitura di combustibili” – attiva tra il Comune di Milano e Engie Lombardia, frutto di un appalto Consip.
Sono 45  (25 operai e 20 impiegati) i lavoratori che svolgono funzioni legate all’appalto e che, in assenza di un intervento attivo del Comune di Milano, che pur non essendo firmatario diretto del contratto è parte in causa, rischiano di ritrovarsi senza occupazione.
“Le possibilità per scongiurare questo esito sono due – dichiara Elena Dorin, segretaria della Fiom di Milano - La prima: una presa di posizione del Comune di Milano in merito al prolungamento del contratto almeno fino al 15 aprile 2021 in modo da avere qualche mese di tempo per ricercare soluzioni positive per i 45 lavoratori.
La seconda: il passaggio dei lavoratori a Siram, società che subentra al contratto Consip, sulla base della “clausola sociale” contenuta nel protocollo firmato da Comune di Milano, Cgil, Cisl e Uil, che prevede in caso di cambio d’appalto l’assunzione dei lavoratori da parte della nuova società.
Sono queste le possibilità che illustreremo all’Assessora al lavoro del Comune di Milano alla quale abbiamo chiesto un incontro.
In questo momento già difficile dobbiamo fare di tutto per scongiurare la perdita di posti di lavoro.”

Milano, 27 ottobre 2020

FIM MILANO - FIOM MILANO

 

I  lavoratori della Saes Getters di Lainate ieri sono scesi in sciopero per contestare la decisione dell’azienda – che produce semiconduttori ed ha circa 400 dipendenti tra la sede di Lainate e quella di Avezzano – di licenziare un giovane lavoratore dell’area ricerca a seguito di una banale contestazione disciplinare alla quale comunque aveva fornito giustificazioni.
Nel pomeriggio si è svolto un incontro tra rappresentanti dei lavoratori, sindacato e i vertici aziendali al termine del quel Saes non ha modificato la sua scelta.
“In otto anni di lavoro in Saes - dichiara Mauro Fioraso della Fiom di Milano - il giovane che l’azienda ha deciso di licenziare non ha mai ricevuto alcun richiamo.
Quello che gli contestano come motivo per lasciarlo a casa è ordinaria amministrazione che in genere si risolve con un incontro di chiarimento. Per quanto ci riguarda il licenziamento è assolutamente ingiustificato e la reazione immediata dei lavoratori che, in una fase complicata come questa, hanno scelto di scioperare chiedendo all’azienda il ritiro del drastico provvedimento avvalora l’inconsistenza delle ragioni del gruppo dirigente di Saes.
Nei prossimi giorni con le lavoratrici e i lavoratori decideremo come proseguire la mobilitazione e, comunque, ci riserviamo di intraprendere le azioni legali necessarie per contrastare l’ingiusto licenziamento.

Milano, 4 settembre 2020

Nel 2017 ABB decise di procedere a una cessione di ramo d’azienda denominato Oil and Gas alla società Arkad.
Fin da subito ci opponemmo sia sindacalmente che legalmente ad un'operazione per noi poco chiara sia in termini di prospettiva occupazionale che di reale consistenza del ramo aziendale oggetto della cessione.
Venerdi' 23 luglio il Tribunale del Lavoro di Milano ci ha dato ragione, accogliendo le istanze degli iscritti alla Fiom che si erano opposti alla cessione di ramo aziendale, con sentenza esecutiva di reintegro presso ABB.
Questa è l'ennesima importante vittoria legale che otteniamo, opponendoci alle cessioni di ramo d’azienda illegittime.

Milano, 27 luglio 2020

FIM - FIOM -UILM MILANO

Nell’incontro che si è svolto al Ministero per lo Sviluppo economico il 24 giugno scorso, Italtel – che ha depositato al Tribunale di Milano domanda prenotativa ai sensi dell’art. 161 sesto comma della legge fallimentare -  ha comunicato che una società del gruppo finanziario Pillarstone ha acquistato la quota di debito di Italtel da Unicredit.
È paradossale -  dichiarano Marco Giglio, Roberta Turi e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim Fiom e Uilm di Italtel - che mentre si parla della necessità di una rete di telecomunicazioni a larga banda si debbano gestire continue ristrutturazioni nelle aziende che operano in questo comparto. Italtel è un'azienda storica e strategica e le lavoratrici e lavoratori hanno competenze e know how che non devono essere dispersi. Serve un forte intervento pubblico, anche attraverso cassa depositi e prestiti, per salvaguardare e rilanciare l'azienda nella sua integrità e scongiurare spezzatini che avrebbero pesanti ripercussioni sui lavoratori. È necessario che al più presto vengano fatti tutti i passaggi necessari per fare in modo che venga garantita l'integrità dell'azienda, la salvaguardia di tutti gli asset e dell'occupazione. A sostegno di queste richieste e per garantire un futuro all’azienda, che occupa in tutt'Italia un  migliaio di dipendenti e che nel sito di Castelletto, alle porte di Milano, ha 670 dipendenti, manifesteremo domani davanti alla Prefettura di Milano. Nei prossimi giorni sono previste iniziative anche a Roma e a Carini”

GIOVEDI’ 2 LUGLIO, DALLE ORE 14.30 ALLE 16.30
PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO, C.SO MONFORTE ANGOLO VIA VIVAIO

 Milano, 1 luglio 2020

 

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