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Dichiarazione Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano:  “Due lavoratori metalmeccanici di aziende nelle quali siamo presenti sindacalmente, sono scomparsi prematuramente, vittime del Coronavirus: Andrea Cuomo, 50 anni, addetto del settore manutenzioni di  Engie e Massimo Dominici, anche lui cinquantenne, commerciale della RCS Thales Italia.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Fermo restando che nelle aziende sono già stati raggiunti molti accordi che prevedono la chiusura delle attività non essenziali o che garantiscono la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e nonostante le difficoltà organizzative di questa fase, è riuscito lo sciopero di oggi nelle aziende metalmeccaniche di Milano e provincia.

Siamo la Fiom di Milano, il sindacato dei lavoratori metalmeccanici della Cgil, e vogliamo ringraziarvi per aver scelto di partire dalla vostra bellissima isola per raggiungere il nostro paese, mettendo a disposizione il vostro sapere per aiutarci ad affrontare l’invisibile nemico con cui da giorni stiamo combattendo.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Nel nuovo DPCM del 22 marzo 2020 sono indicate le attività che non dovranno fermarsi perché ritenute essenziali o strategiche.

Dichiarazione di Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza: “Di ora in ora aumentano i numeri del contagio a Milano, così come nel resto della Lombardia e del paese: è evidente che le misure intraprese fino ad oggi per contenerlo sono state insufficienti e che senza interventi drastici il Covid 19 continuerà la sua corsa.

“Noi abbiamo più volte chiesto alla nostra Direzione di sospendere tutte le attività per discutere e ragionare di tutti i possibili provvedimenti per diminuire i rischi, a cominciare da un rallentamento dei ritmi e delle produzioni non urgentissime” scrivono i rappresentanti dei lavoratori della Fluid-o-Tech di Corsico proclamando lo sciopero dell'intera giornata; “in questo momento in coscienza e per rispondere alle richieste pressanti di maggiore sicurezza che ci arrivano da tanti lavoratori non possiamo fare a meno di portare avanti questa richiesta”.

In una situazione di emergenza come questa non si possono usare due pesi e due misure: da una parte i cittadini, cui viene giustamente chiesto di “restare a casa” per diminuire le possibilità di contagio, dall’altra i lavoratori, in maggioranza operai (quelli che per le mansioni che svolgono non possono utilizzare lo smart working) obbligati a recarsi e restare in azienda, spesso in assenza delle condizioni di sicurezza previste dai decreti.

Da giorni stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree più colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati.
Data la difficoltà generalizzata a un’esatta e puntuale applicazione nei luoghi di lavoro delle misure sanitarie prescritte dal Governo, a cui chiediamo norme chiare e cogenti per le imprese, e l’oggettiva penuria di dispositivi di protezione individuale utili a prevenire i contagi, Fim, Fiom, Uilm ritengono necessaria una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.
Ovviamente sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonché i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli già collocati in smart working.
Chiediamo quindi di concordare fermate produttive “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa; in mancanza di ciò dichiariamo sin d’ora l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal Contratto utilizzato. A copertura di ciò proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie.
Eventuali periodi di fermata inferiori potranno essere concordati con la rappresentanza sindacale o con le organizzazioni sindacali territoriali previa verifica dell’adozione di tutte le misure sanitarie possibili.

Roma, 12 marzo 2020

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