Il corteo, immenso e colorato, che ha sfilato oggi per le vie di Milano è l’esatta antitesi delle élites che governano il mondo: giovane, ironico, determinato, travolgente. E a quelle élites, oltre che a tutti noi, pone una questione che infrange gli steccati, che scavalca i confini perché riguarda il pianeta.

“Questa mattina – dichiara Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano –  una moltitudine di ragazze e ragazzi, dopo mesi di distanziamento e isolamento, si è ripresa le strade e le piazze rivendicando azioni nel presente per cambiare il futuro. Abbiamo scelto di sfilare con loro, perché le questioni che pongono sono anche nostre. Cambiare il sistema che sfrutta e distrugge l’ambiente, significa cambiare il sistema che sfrutta e uccide le lavoratrici e i lavoratori, significa ripensare al cosa produciamo, come lo produciamo e per chi.
La generazione che si sta mobilitando per un mondo migliore non ha bisogno di lezioni, ma di interlocuzioni e noi siamo impegnati a portare la loro voce nei luoghi di lavoro.
Domani, 2 ottobre, saremo nuovamente in piazza dietro allo striscione “Labour unions for climate justice”: appuntamento alle ore 15.00, in Piazza Cairoli”.

Milano, 1 ottobre 2021

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