Mi chiamo Rosi Cuomo, dal 1990 sono delegata Fiom alla Electrolux di Solaro: in trent’anni il mondo del lavoro è cambiato notevolmente.
Il 2008 in Electrolux fu anno dell’inizio di una crisi culminata nel 2014 quando, causa delocalizzazioni, rischiò di chiudere lo stabilimento di Porcia.
Iniziò un presidio che duro 64 giorni e notti e si concluse con la firma di un accordo che prevedeva il mantenimento non solo di quello di Porcia, ma di tutti i siti italiani.
Da lì gli investimenti che portarono gradatamente alla ripresa dei volumi produttivi in tutti gli stabilimenti tranne che in quello di Solaro, dove si producono lavastoviglie.
Negli anni abbiamo visto gli stabilimenti cambiare: la fabbrica 4.0 è cresciuta attorno agli operai, le innovazioni tecnologiche e la robotica hanno decimato i posti di lavoro.
A Solaro, dal 2014 ad oggi si sono susseguiti anni di crisi, di lotte, di cassa integrazione, di contratti di solidarietà, di uscite volontarie incentivate..
I giorni di chiusura in solidarietà sono stati tanti e a volte, guardando lo stabilimento vuoto e silenzioso gli occhi si gonfiavano di lacrime: dove prima c’era vita, lavoratrici e lavoratori c’era il buio.
E insieme allo sconforto, al pensiero di quanto bisogno di lavoro e dignità ci fosse mi tornava la speranza, la voglia di combattere, di sorridere e di dire “dai, che insieme ce la faremo”.
E poi la pandemia, un’altra mazzata: la cassa per covid e la paura, le tantissime telefonate dei miei compagni di fabbrica preoccupati per il futuro.
Dopo due mesi di chiusura totale lo stabilimento è tornato in attività e nel giro di poco siamo riusciti e recuperare i volumi produttivi persi e a tornare alle 8 ore di lavoro.
A giugno l’azienda ci ha chiesto di lavorare in straordinario al sabato: e no, c’è tanta gente senza lavoro,  allora assumete! Così è andata: sono entrati in Electrolux 40 giovani con contratto a termine assunti direttamente dall’azienda con le medesime garanzie degli altri lavoratori.
Che bello rivedere la fabbrica a pieno ritmo, che meraviglia questa ventata di gioventù!
Oggi il mondo del lavoro è una giungla e il “posto fisso” è un miraggio.
Essere lavoratori a tempo indeterminato in una grande industria è ancora il sogno di molti: vuol dire avere una stabilità economica,  poter accedere al mutuo per la casa, poter pensare di mettere su famiglia.
In questo contesto si è aperta la trattativa per l’integrativo, una trattativa dura perché sai che è un “dare e avere” e dall’altra parte c’è una multinazionale che  sa fare il suo mestiere.
Dopo giorni complicati di arriva alla firma dell’ipotesi di accordo (che poi dovrà essere votato dai dipendenti di tutti gli stabilimenti italiani) che, oltre all’aumento del salario attraverso il premio di risultato prevede la stabilizzazione di 180 lavoratori con contratti a termine (10 a Solaro), stabilizzazioni per le quali noi della Fiom ci siamo fortemente battuti. Mi guardo intorno e penso che nonostante la crisi e la pandemia ce l’abbiamo fatta!
Io sono convinta che quello siglato sia un buon accordo. Certo, poi c’è sempre qualcuno che, non facendo mai nulla di costruttivo, è bravo solo a contestare.
Ma quelle stabilizzazioni per me valgono moltissimo, anche qualche sacrificio e sono qualcosa di concreto da festeggiare.

Rosi Cuomo

 

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